TARANTO IN CARTOLINA
CULTURA: Sabato


Sabato
Sabato

di Enrico Vetrò

Racconto “diverso” per la peculiarità del suo impianto narrativo, giacché ho voluto con esso riproporre la tecnica del flusso di coscienza che l’irlandese James Joyce seppe così magistralmente impiegare nei capolavori “Gente di Dublino” e “Ulisse” all’inizio del XX secolo. Il target del tentativo, male o ben riuscito che sia, è quello di consentire al lettore di accedere impetuosamente e senza permesso nel “dentro” di una delle tante adolescenti, ansiosa di vivere al meglio le opportunità offerte dalla quotidianità del suo tempo. L’unità temporale in cui i fatti si dipanano è un sabato, e il contenitore in cui l’intreccio della narrazione mentale prende gradualmente forma è la nostra scuola, in questo caso malata di solitudine, spesso compatita e bistrattata più dalla sua stessa utenza, che dal mondo esterno. È inevitabile che tale microcosmo vada poi a confluire nelle infinite pieghe di tessuto esistenziale in cui i nostri giovani si barcamenano fra dubbi e incomprensioni, che spesso traggono origine in seno ai rispettivi nuclei familiari. Se si vuole accedere al turbinio di pensieri che ho avuto la presunzione di riprodurre, è consigliabile leggere il racconto tutto d’un fiato. Il resto verrà da sé. Almeno spero …

Buona lettura.

L’autore

Sabato

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