TARANTO IN CARTOLINA
CULTURA: “Galeso” novecento metri di mito

“Galeso” novecento metri di mito
“Galeso” novecento metri di mito
saggio di Enrico Vetrò

L’inesorabile degrado subìto dal Galeso e dall’area in cui insiste ci sovviene a partire dalle testimonianze di scrittori e giornalisti stranieri che giunsero dalle nostre parti sin dal secolo XVIII, tanto da mettere in dubbio che non fosse questo il fiume così carnalmente celebrato da Orazio. Da quell’epoca le cose andarono via via peggiorando. La scalata vera e propria della negatività subì un’accelerazione fatale a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, quando abusivismo, usi impropri e la successiva costruzione del Ponte di Punta Penna Pizzone infersero al fiume un duro colpo sotto il profilo dell’immagine paesaggistica (furono abbattuti centinaia di eucalipti e altrettanti morirono soffocati dal materiale di risulta allorché si dragò dissennatamente il fiumicello e se ne cementificarono in più punti gli argini).

“Galeso” novecento metri di mito


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