PERSONAGGI: Il Santo di Taranto
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Divenne celebre per i suoi prodigi, così da divenire un emulo dei grandi taumaturghi. Profezie, predizioni, guarigioni improvvise, apparizioni di oggetti, frutti, pesci, risuscitazioni, moltiplicazioni di cibi, ecc. lo resero popolarissimo, al punto che durante l’occupazione francese, le Autorità di Napoli lo temevano per possibili insurrezioni, visto la gran folla che lo seguiva o si adunava al suo passaggio.
Il 7 febbraio 1812 morì a Napoli, nel suo convento.
I MIRACOLI
Sono tanti i miracoli attribuiti a Sant'Egidio. I frati di S. Pasquale possedevano una vitellina di nome Caterinella, che se ne girava per le vie di Napoli e che portava una targhetta di metallo cper renderla riconoscibile; alla sera la vitellina si ritirava sempre da sola in convento. Quando ciò non avvenne i frati, addolorati, lo riferirono ad Egidio, il quale la mattina dopo andò dritto da un macellaio di un quartiere popolare e senza mezzi termini gli chiese notizie dell'animale. Il macellaio fu colto dal timore e non obiettò; la vitella era stata sezionata e scuoiata. Frate Egidio la fece ricomporre e, dopo aver pregato, la ricondusse in vita e la riportò al convento di San Pasquale a Chiaia.
Uno dei più eclatanti miracoli attribuiti a Sant'Egidio fu quello che salvò la vita ad una giovane donna nel 1937. Questa, afflitta da un male incurabile, era in fin di vita. L'allora Beato Egidio le andò in sogno ed ella guarì.
LA CANONIZZAZIONE
La canonizzazione, iniziata nel 1837, ebbe termine il 2 giugno 1996, quando in San Pietro il Pontefice Giovanni Paolo II celebrò la sua santificazione. La devozione per Sant'Egidio è molto radicata soprattutto a Taranto e a Napoli.
LA CHIESA
La chiesa dedicata a Sant'Egidio sorge nel moderno quartiere Tramontone. Ogni anno, in occasione della ricorrenza del santo, Compatrono della città, si svolgono solenni festeggiamenti.
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