CULTURA: Venticinquemila granelli di sabbia ...
|

E’ la storia di tre ragazzi che crescono nelle palazzine, le palazzine Italia, del loro giocare e sfuggire alla polvere rossa che anche oggi si sparge nell’aria e ricopre case e strade. Le vicende sono narrate con occhi di bambino che osservano. A scandire il tempo è il lento svuotarsi delle palazzine Italia e l’avanzare della polvere rossa che porta all’esasperazione le donne che stendono i panni.
Panz, il personaggio narratore, è fermo sotto il cielo rosso che copre la città. Il cielo rosso che ricopre costantemente la testa, è il centro del pensiero-azione , è ostacolo, è motore delle stesse. In un interno della palazzina Panz racconta le vicende di Nunzio, di Mustazz. I tre sono il riflesso dell’ineluttabile destino che rappresenta il quotidiano di una città. Sono un avamposto di confine dove la terra del campetto di calcio si mischia alle polveri minerali ed altera le identità. La polvere, il buio nelle palazzine, la cappa rossa, le partite a pallone, Nunzio, le galline, Mustazz vivono nelle parole di Panz.
Il 31 luglio 2004 il testo “Venticinquemila Granelli di Sabbia” si è aggiudicato il “Premio Annalisa Scafi 2004” per la drammaturgia rivolta al teatro Civile.
La giuria composta da Dacia Maraini, Piera Degli Esposti, Rodolfo Di Giammarco, Luigi Di Majo, Mariella Gramaglia, ha così motivato il premio ad Alessandro Langiu:
“Venticinquemila granelli di sabbia di Alessandro Langiu viene premiato per lo slancio lirico che caratterizza il testo, per la modernità e la profondità dell’impianto narrativo che diventa teatrale attraverso un sotteraneo lavoro sul ritmo non sempre visibile alla prima lettura, secondo tecniche che appartengono al teatro dei nostri giorni, nello stile di un Bernhard per esempio o al modo dei nuovi raccontatori di storie alla Baliani o Celestini.
Le sue palazzine Italia, i suoi quartieri Italia, stanno lì a raccontarci lo spinoso e struggente rapporto tra il cittadino e la città in un paese poco attento ai diritti degli esclusi. Su questo tema si tesse la tela apparentemente semplice nelle sue cantilene infantili, di questo lungo
monologo dai ritmi scanditi, in cui si fa uso sapiente e molto teatrale della ripetizione e dello sguardo cinematografico.".
Autore indipendente, Langiu è nato trentunanni fa a Taranto ma si è formato prevalentemente nell’ambiente napoletano del teatro contemporaneo, seguendo in modo particolare il lavoro di autori come Enzo Moscato, Danio Manfredini, Mimmo Cuticchio e Laura Curino. Attualmente vive e lavora a Roma.
Admin
Segnala o condividi questa pagina:
CULTURA: Venticinquemila granelli di sabbia ...